San Ciatte e la cattedrale di Pescara

A pochi passi dalla nostra trattoria di Pescara sorge la cattedrale cittadina di San Cetteo, nome che a pronunciarlo in dialetto sarebbe tipo Ciatte o Ciatteo.

 Un pescarese verace nel pronunciare il nome del suo santo patrono carica il suono sulle innumerevoli “t” della parola, senza paura di farsi saltare i denti, sa che resisteranno all'urto!

La storia di Ciatte

Ciatte fu il vescovo di Amiterno in Sabina, paese che corrisponde più o meno a San Vittorino, provincia de L'Aquila. Il buon Ciatte fu uomo animato da un profondo spirito di conciliazione e sostenuto da una fede incrollabile.

Vissuto durante il pontificato di Gregorio Magno e le invasioni longobarde, il coraggioso vescovo di Amiterno osò contrapporsi al sanguinario capo Umbolo, in lotta con il suo acerrimo rivale Alais, capo dell'altra fazione longobarda. Alais per sconfiggere Umbolo strinse un patto con il conte bizantino Vitulliano e firmò la sua condanna a morte.

Il buon Ciatte tornato dalla corte papale, in cui era stato richiamato per fuggire alle barbarie degli invasori, fu accusato di tradimento e condannato per aver tentato di evitare la pena di morte ad Alais. Non che Alais fosse innocente, ma la fede del vescovo Ciatte e il suo amore per la pace furono più forti della paura della morte. Morte che nemmeno il boia volle dare al Vescovo di Aminterno, rifiutandosi di eseguire la sentenza. La violenza sanguinaria di Umbolo però non si placò neanche di fronte a quel rifiuto. Ciatte fu infatti vigliaccamente annegato da qualche tirapiedi del capo longobardo nel fiume Atemus - fiume Aterno - e trasportato dalla corrente fino ad Amiternum, l'odierna Pescara.

Il corpo di Ciatte fu ritrovato da un'umile pescatore che avvertì subito il Vescovo di Amiternum del tempo. Non sapendo chi fosse, il Vescovo lo chiamò "Peregrino" e gli dette sepoltura sul posto, luogo dove oggi sorge la Cattedrale di Pescara.

La costruzione della cattedrale di San Ciatte

L'odierna San Cetteo è stata frutto della perseveranza di Gabriele D'Annunzio e dell'intensificarsi dell'attività edilizia nella Provincia di Pescara dopo la sua istituzione, nel 1927. D'Annunzio mise a disposizione tutta la sua influenza e denari propri e si consultò con l'architetto Cesare Bazzani per la costruzione dell'edificio ecclesiale. All'interno di San Cetteo il poeta fece costruire una tomba per la madre Luisa De Benedictis.

La chiesa di San Cetteo fu completata nel 1939 e fu dichiarata Cattedrale nel 1977, un anno di giubilo per la città di Pescara. In epoca romana, nell'area su cui ora sorge l'odierna Cattedrale, era situato un tempio dedicato a Giove. Nel Medioevo invece vi sorgeva il complesso religioso di Santa Gerusalemme, di cui sono visibili i resti nel marciapiede opposto all'entrata di San Cetteo. Per chi volesse visitarla, la Cattedrale si trova a pochi passi dal Cinema/Teatro Michetti – altro luogo identitario della città – e vicinissima alla via consolare Tiburtina - Valeria, il cui tracciato conduce da Pescara a Roma, attraversando tutto l'Abruzzo interno.

A pochi passi dalla cattedrale

A pochi passi dalla Cattedrale si trova Pescara Vecchia, un reticolato di vicoli dedicato alla movida notturna pescarese, e non solo. Infatti in una di queste vie si può visitare la Fortezza Borbonica, il Museo della Genti D'Abruzzo e l'Auditorium Petruzzi. Ultima ma non per importanza, la visita alla Casa di D'Annunzio, situata proprio in Corso Manthonè ma... di queste cose parlerò nel prossimo post, senno rischio di salire in cattedra e ricevere sonore bacchettate dalla Santa Ignoranza! Però so bene che a Lei piace tanto farvi conoscere i luoghi, le tradizioni e gli usi che ispirano la sua cucina.