La maritata di pipindun e ove

L'estate è la stagione ideale per l'accoppiata pipindun e ove.

 Il caldo rende il peperone cornetto bello saporito e le galline non vedono l'ora di depositare gli ovetti all'ombra. Come si pronuncia pipindun e ove? La risposta è facile quanto la ricetta proposta ed è tratta dalla parlata pescarese di mia nonna: Pipindun e ove si pronuncia come si legge, magari sfumando la e finale di ove, se proprio vogliamo fare i picciosi.

Il bello della coppia

Lu pipindon mia nonna lo chiama il bello della coppia. Il peperone cornetto infatti dopo essere stato sciacquato e asciugato svela la sua naturale lucentezza, sembra nu bell'ommene mpomatat – esclama spesso mia nonna. Il cornetto è di colore brillante e ne scopri la fragranza quando lo tagli e listelli.

Addio al celibato

Per prepararsi al meglio alle nozze, il belloccio viene fatto cuocere a fuoco vivo in una padella in cui l'olio abbonda e il sale viene sparso a piacimento, e a fine cottura, per evitare che i peperoni si spellino. Nel frattempo la sposa viene preparata di tutto punto sbattendo un paio di uova in un piatto fondo e salandole a dovere. Di quante uova si ha bisogno? Dipende dagli invitati al banchetto, mia nonna in genere calcola un uovo ogni due persone.

Il grande giorno

Il grande giorno è arrivato e la maritata aspetta solo la cottura a puntino del peperone, nel frattempo ridottosi da fragrante giovanotto e quasi-marito, fritto a puntino. Le uova vinte dall'emozione si tuffano in padella nel peperone sfrigolante mentre l'officiante nonnina mescola per unirli in giuste nozze.

Pipindun e ove e lu sdijune di mia nonna

Che cos'è lu sdijune? La parola significa “rompere il digiuno” a parla di vita nei campi, di sudore e sacrifici. Mia nonna infatti era solita raggiungere a mezza mattinata mio nonno e i suoi colleghi, sette tra fratelli e cugini, intenti a lavorare la terra per portar loro la merenda interrompendo, appunto, il loro digiuno. Lo sdijune non era propriamente uno spuntino leggero: complice la levataccia e il lavoro faticoso, gli uomini avevano bisogno di energie per arrivare fino al pranzo. Questo bisogno di calorie si traduceva spesso in enormi tegami di pipindun e ove, pane di casa appena sfornato efiaschetti di buon vino, trasportati dalle donne in tovaglie annodate agli angoli.

Pipindun e ove e l'antipasto?

Pipindun e ove è quindi un piatto povero della cucina tipica abruzzese, o come mi piace chiamarlo, un piatto ignorante, originario di Pescara e dintorni. La pietanza deriva dalla tradizione contadina, che sa di fatica e duro lavoro. Alla trattoria Santa Ignoranza ci siamo innamorati della storia di questa ricetta facile ma piena di sapore. Dopo aver letto de lu sdijune infatti abbiamo deciso di inserire questo piatto tipico nel Menù Estivo come antipasto. In fondo l'antipasto che funzione ha in una cena – ci siamo chiesti? Placa i morsi della fame (interrompe il digiuno?) prima dell'arrivo della pietanza principale abruzzese. Qual'è la pietanza principale abruzzese? A questa domanda mia nonna risponderebbe scuotendo la testa in segno di disapprovazione – l'arrustell bardasciò! Si nin si manc quess ci ni putem ariji!